Concentratori solari elettronici di piccola taglia e loro applicazioni in coltivazioni protette

Prof. Alberto Reatti

L’efficientamento energetico della filiera produttiva nell’agricoltura protetta, risulta essere fondamentale per rispondere efficacemente alla competizione globale, consentendo, di fatto il conseguimento di prospettive e obiettivi molteplici, tra i quali i principali sono:

  1. la valorizzazione di processi produttivi eco-compatibili,
  2. la scelta della sostenibilità energetica ed ambientale come elemento chiave di competitività,
  3. la coerenza con le policy Europee inerenti l’energia, l’efficienza energetica, l’ambiente e lo sviluppo economico sostenibile.

L’applicazione e la diffusione di sistemi e accorgimenti tecnici per aumentare l’efficienza energetica e l’impiego di risorse rinnovabili per la climatizzazione microclimatica nell’agricoltura protetta offre l’opportunità di innovare i sistemi di climatizzazione tradizionali con nuove installazioni che assicurano la piena compatibilità con le necessità di risparmio energetico.

Ciò offre prospettive di sviluppo sia imprenditoriale che socio-occupazionale associate a

  1. impiego di risorse rinnovabili legate;
  2. creazione di filiere produttive a cui applicare un marchio GREEN/BIO oltre che i marchi DOP, DOCG etc. che già contraddistinguono gran parte delle nostre produzioni.

diffusione di una cultura ambientale in cui convivono la produzione ecocompatibile di prodotti alimentari e delle energia primarie che necessitano alla loro produzione.

L’idea progettuale in merito riguarda l’utilizzo di moduli solari a concentrazione ibridi, ossia, in grado di produrre contemporaneamente energia elettrica ed energia termica. Si tratta di apparati di piccola taglia (200 cm x 20 cm x 27 cm)  a bassa concentrazione ed inseguimento mono-assiale per la cogenerazione di energia elettrica e termica da fonte solare, compatibile (per le sue dimensioni e peso)  con installazione su tetto di serre.

Una soluzione di questo tipo permette di incrementare il valore della produzione agricola, e quindi l’occupazione, e la redditività agricola dell’area interessata; di diminuire l’impatto ambientale degli impianti al servizio delle serre individuando applicazioni che consentano un utilizzo “pregiato” dell’area sottostante e accelerarne il processo autorizzativo.

Utilizzare fonti rinnovabili per l’approvvigionamento di energia di processi produttivi agricoli fortemente energivori permette di realizzazione di un modello di “Best Practice” identificabile  con un marchio, replicabile e “cedibile” a terzi